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Modelli di coaching

GROW, SMART e altri strumenti utili

Il coaching è una disciplina che aiuta le persone e i team a sviluppare consapevolezza, migliorare le performance e raggiungere obiettivi concreti. Per farlo in modo strutturato, i coach si avvalgono di modelli e strumenti che guidano il percorso. Tra i più diffusi troviamo il modello GROW, il metodo SMART e altre tecniche che rendono il processo più efficace e orientato ai risultati.

Scopri il Team Coach


ModelloOrigine/AutoreFasi principaliFocusPunti di forza
GROWJohn Whitmore (anni ’80)Goal, Reality, Options, WillDalla definizione dell’obiettivo al piano d’azioneSemplice, pratico, applicabile a individui e team
SMARTDiffuso in ambito managerialeSpecific, Measurable, Achievable, Relevant, Time-boundDefinizione di obiettivi chiari e misurabiliEvita obiettivi vaghi, aumenta la probabilità di successo
OSKARApproccio solution-focusedOutcome, Scaling, Know-how, Affirm & Action, ReviewOrientamento alle soluzioni e ai progressiFavorisce motivazione e consapevolezza delle risorse già presenti
CLEARPeter HawkinsContract, Listen, Explore, Action, ReviewCentralità della relazione coach-coacheePromuove ascolto attivo e fiducia reciproca
INNER GAMETimothy GallweyConsapevolezza, riduzione interferenze, auto-regolazioneGestione degli ostacoli interioriPotenzia performance riducendo i limiti autoimposti


Modelli di Coaching per far Crescere la tua Azienda


Il modello GROW


Il modello GROW è uno dei più conosciuti e utilizzati nel coaching, sia individuale che di team. Nato negli anni ’80 grazie al contributo di John Whitmore, è diventato un punto di riferimento per la sua semplicità e al tempo stesso efficacia. L’acronimo descrive le principali fasi del percorso di coaching, che guidano il coachee dalla definizione dell’obiettivo fino alla messa in pratica delle azioni concrete:



  • Goal (Obiettivo): chiarire cosa si vuole davvero raggiungere, trasformando desideri generici in obiettivi specifici, misurabili e motivanti.

  • Reality (Realtà): analizzare la situazione attuale, riconoscere punti di forza, risorse disponibili e ostacoli che potrebbero limitare il progresso.

  • Options (Opzioni): generare un ventaglio di possibilità e alternative, incoraggiando creatività e apertura mentale senza giudizi prematuri.

  • Will (Volontà/Way forward): tradurre le idee in decisioni concrete, definendo un piano d’azione con impegni chiari e responsabilità personali.


Grazie a questa struttura, il modello GROW aiuta a trasformare un obiettivo astratto in un piano pratico e realizzabile. Inoltre, favorisce l’autonomia del coachee, stimola la consapevolezza e rafforza la motivazione, rendendolo uno strumento versatile applicabile in contesti professionali, sportivi e personali.

Il metodo SMART


Il modello SMART è uno strumento fondamentale nella definizione degli obiettivi, ampiamente utilizzato in ambito manageriale, formativo e di coaching. La sua forza sta nella capacità di trasformare idee generiche in traguardi concreti e monitorabili. Un obiettivo SMART deve rispettare cinque criteri chiave:

  • Specific (Specifico): l’obiettivo deve essere chiaro e ben definito, evitando formulazioni vaghe. Ad esempio, “aumentare le vendite del 10% nel mercato italiano” è più specifico di “migliorare le vendite”.

  • Measurable (Misurabile): deve essere quantificabile attraverso indicatori o metriche, così da poter monitorare i progressi e valutare il successo. Senza misurazione, non è possibile capire se si è davvero migliorati.

  • Achievable (Raggiungibile): l’obiettivo deve essere realistico e proporzionato alle risorse disponibili. Un target troppo ambizioso rischia di demotivare, mentre uno raggiungibile stimola l’impegno e la fiducia.

  • Relevant (Rilevante): deve avere un significato concreto per la persona o l’organizzazione, contribuendo agli obiettivi più ampi. In questo modo si garantisce che lo sforzo sia allineato con la strategia complessiva.

  • Time-bound (Con un tempo definito): ogni obiettivo deve avere una scadenza precisa, che funge da stimolo e da vincolo. Senza un limite temporale, il rischio è rimandare indefinitamente.


Applicare la metodologia SMART permette di evitare obiettivi vaghi e difficilmente misurabili, aumentando le probabilità di successo. Inoltre, favorisce la responsabilizzazione, la chiarezza comunicativa e la motivazione, poiché ogni fase del percorso è scandita da parametri concreti e verificabili. In contesti di coaching, SMART diventa un alleato prezioso per trasformare le intenzioni in risultati tangibili e sostenibili nel tempo.

Altri strumenti utili nel coaching


Accanto ai modelli più diffusi come GROW e SMART, il panorama del coaching offre altri framework utili e complementari. Il modello OSKAR, ad esempio, si concentra sulle soluzioni e non sui problemi, guidando il coachee attraverso fasi come Outcome (risultato desiderato), Scaling (valutazione del punto di partenza), Know-how (competenze già possedute), Affirm & Action (riconoscimento e azioni concrete) e Review (verifica dei progressi). Un altro approccio è il CLEAR, che mette al centro la relazione coach-coachee e si articola in Contract (definizione del patto di lavoro), Listen (ascolto attivo), Explore (esplorazione delle dinamiche), Action (piano operativo) e Review (valutazione finale). Infine, il modello INNER GAME, sviluppato da Timothy Gallwey, si focalizza sul superamento degli ostacoli interiori e sulla riduzione delle interferenze che limitano la performance, incoraggiando la consapevolezza e l’autoregolazione. Questi modelli, pur diversi tra loro, condividono l’obiettivo di stimolare responsabilità, crescita e autonomia, offrendo strumenti versatili che il coach può adattare alle esigenze specifiche di individui e team.

Troviamo poi altri strumenti utili come:

  • Ruota della vita: utile per avere una visione d’insieme del proprio equilibrio tra aree personali e professionali.

  • SWOT Analysis: analisi di punti di forza, debolezze, opportunità e minacce per prendere decisioni consapevoli.

  • Feedback 360°: raccogliere impressioni e valutazioni da colleghi, superiori e collaboratori per accrescere l’autoconsapevolezza.

  • Mind Mapping: una tecnica creativa per esplorare idee, strategie e possibili percorsi.


Perché usare i modelli di coaching


L’uso di modelli e strumenti nel coaching non serve a incasellare le persone, ma a dare struttura al percorso, mantenere alta la motivazione e rendere gli obiettivi concreti e misurabili. Ogni coach sceglie il modello più adatto in base alla persona, al team e al contesto.

📌Il nostro consiglio

I modelli come GROW e SMART sono alleati preziosi nel coaching, perché trasformano desideri e intenzioni in obiettivi chiari, piani concreti e azioni efficaci. Integrati con altri strumenti, permettono di costruire percorsi personalizzati capaci di stimolare crescita, consapevolezza e risultati duraturi.



FAQ — Modelli di coaching: GROW, SMART e strumenti utili
Cos'è il modello GROW?
GROW è un framework in quattro fasi: Goal, Reality, Options, Will. Aiuta a chiarire l'obiettivo, analizzare la situazione attuale, generare alternative e definire impegni concreti.
Come si applica SMART agli obiettivi?
SMART rende gli obiettivi Specifici, Misurabili, Achievable, Relevant, Time-bound. Questo aumenta chiarezza, responsabilità e tracciabilità del progresso.
Qual è la differenza tra GROW e SMART?
SMART definisce la qualità dell'obiettivo; GROW guida il percorso decisionale e d’azione per raggiungerlo. Spesso si usano insieme: SMART per fissare il goal, GROW per arrivarci.
Quali domande potenti usare in GROW?
  • Goal: “Cosa vuoi ottenere esattamente e perché ora?”
  • Reality: “Quali evidenze descrivono la situazione attuale?”
  • Options: “Che alternative esistono? Quali trade-off?”
  • Will: “Qual è il primo passo entro 7 giorni?”
Strumenti utili per il coaching
  • Wheel of Life per bilanciare aree di vita.
  • Action Plan con milestone e metriche.
  • Diary/Journal per riflessione e feedback.
  • Accountability partner o check-in periodici.
Come misurare i progressi?
Definisci KPI collegati all’obiettivo (esiti, comportamenti, abitudini), una baseline iniziale e una cadenza di review. Usa scale da 1–5 e indicatori temporali per chiarezza.
Errori comuni da evitare
  • Obiettivi vaghi o non misurabili.
  • Saltare la fase Reality.
  • Piani senza scadenze o responsabilità.
  • Troppe opzioni senza priorità.
Esempio rapido: dall’idea all’azione
SMART: “Aumentare la produttività del team del 15% entro 90 giorni”. GROW: analizzi Reality (colli di bottiglia), scegli Options (daily stand-up, kanban), defini Will (pilota di 4 settimane, revisione a metà).








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