Scrivere per il web non è come scrivere per la carta stampata; non è nemmeno il modo di esprimersi che si usa sui social. I contenuti online sono diversi: devono informare, coinvolgere e, soprattutto, farsi trovare. Ed è qui che entra in gioco la SEO – Search Engine Optimization – ovvero l’ottimizzazione per i motori di ricerca.
Ma attenzione: nel 2025, scrivere contenuti SEO deve rispondere a un’esigenza specifica, ovvero trovare un equilibrio tra ciò che piace a Google e ciò che davvero interessa alle persone. Vediamo come riuscirci.
Partire sempre dall’intento di chi cerca
Ogni contenuto web efficace nasce da una semplice domanda: cosa sta cercando davvero l’utente?
Non basta sapere che qualcuno digita “come potare un olivo”. Bisogna capire perché lo fa: vuole una guida pratica? Un calendario stagionale? Un tutorial? Rispondere a quell’intento, con precisione e semplicità, è il primo passo per farsi trovare – e leggere.
Google oggi premia chi offre risposte complete, non chi inserisce le parole chiave a caso. Prima di scrivere, bisogna pensare a quale problema si sta risolvendo.
Scegliere un argomento, non solo una keyword
La vecchia SEO ragionava per singole parole chiave. Oggi si lavora per argomenti.
Un buon contenuto, infatti, copre un tema in modo ampio ma ordinato: ciò include sinonimi, domande correlate, sottotemi, esempi. Questo aiuta Google a capire il contesto e a posizionare meglio anche per ricerche diverse da quelle “identiche” alla data keyword.
Ad esempio, se si scrive un articolo su “come scegliere un olio extravergine di qualità”, si può parlare anche di etichettatura, provenienza, differenze tra filtrato e non filtrato. Tutto questo arricchisce il contenuto e aumenta la sua visibilità.
Curare la struttura: forma e sostanza vanno insieme
Un testo utile ma disordinato rischia di non essere letto. Un testo ben strutturato, invece, guida il lettore e piace a Google.
Ecco alcune buone pratiche:
• Titolo chiaro e mirato, con la parola chiave principale – ma senza forzature
• Sottotitoli H2 e H3 per dividere i paragrafi in sezioni leggibili
• Paragrafi brevi, massimo 4–5 righe, per non affaticare la lettura
• Elenchi puntati o numerati per rendere più visibili concetti importanti
• Grassetti usati con moderazione, per mettere in evidenza le idee chiave
In breve: scrivere pensando a chi legge da smartphone, con poco tempo e poca pazienza.
La qualità batte la quantità
Scrivere tanto non serve, se il contenuto non aggiunge valore. Google è diventato molto bravo a riconoscere testi inutilmente prolissi, generici o copiati.
Meglio un articolo da 800 parole ben fatto, che uno da 2.000 parole scritto per “riempire”. Fatti, esperienze personali, esempi concreti: sono questi gli elementi che fanno la differenza.
Ricordiamo: Google vuole contenuti originali e affidabili. E i lettori anche.
Non dimenticare il lettore – scrivere con naturalezza
Molti testi scritti “per la SEO” sembrano costruiti per i motori di ricerca, non per le persone. Questo oggi è un errore strategico.
Scrivere in modo naturale, coinvolgente, con un tono chiaro e diretto è fondamentale. La scrittura conversazionale – quella che simula un dialogo, anche senza usare il “tu” in ogni frase – funziona perché è umana, e Google la riconosce come tale.
Ottimizzare, ma senza ossessioni
Ovviamente, qualche elemento tecnico non guasta:
• Parola chiave inserita nel titolo, nei sottotitoli e nei primi paragrafi
• Meta description chiara e attraente
• URL brevi e descrittivi
• Link a fonti autorevoli e, se possibile, a contenuti interni correlati
• Immagini con testo alternativo descrittivo
Da ricordare: la tecnica è al servizio del contenuto, non il contrario.
In definitiva, scrivere per il web oggi significa unire chiarezza, utilità e autenticità. A Google piace ciò che è pensato per le persone: contenuti scritti bene, che rispondono a domande reali, con un linguaggio semplice ma curato. Non servono e non esistono trucchi. Serve metodo.